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il super bonus si fara?

I ritardi sul Super bonus del 110% e i possibili scenari futuri

 

03/07/2020

Stando al decreto rilancio, giorno 1 luglio sarebbe dovuto partire l’attesissimo Super bonus del 110% (clicca qui per le linee guida del decreto) che tutte le famiglie italiane attendono con trepidazione. L’opportunità, come da noi precedentemente citato, è irrinunciabile ma non mancano le perplessità sulle tempistiche che riflettono scenari preoccupanti.

Entro e non oltre il 18 luglio 2020, il Parlamento dovrà convertire in legge il Decreto Rilancio per rispettare il termine dei 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto emesso. Tuttavia, nonostante la conversione in legge del Decreto, si dovrà aspettare un ulteriore periodo per i decreti attuativi e la circolare dell’agenzia delle entrate. Questa situazione, preoccupa e non poco gli addetti ai lavori che nonostante le ripetute conferme attendono la conversione. Uno scenario che possa dare vita al super bonus 110% potrebbe essere ipotizzabile per settembre.

La preoccupazione di ulteriori lungaggini nei tempi è motivata anche da un emendamento della maggioranza, che propone i condomini di dotarsi di un fascicolo di fabbricato (per la migliore individuazione e programmazione degli interventi di riqualificazione energetica). Nell’ipotesi che questo fascicolo prenda corpo, un decreto ministeriale dovrà pure approvarlo, aggiungendo ulteriore ritardo a quello che sta diventando una “super” attesa.

banche e credito superbonus

Interessante anche spendere qualche parola sugli istituti di credito, vero destinatario del contributo statale. Destinatario chiave per la cessione del credito,  le banche, offriranno un servizio fondamentale attraverso la transazione economica che si verrà a creare tra cliente/banca o tra impresa/banca.
Non è pensabile che le piccole e medie aziende possano far fronte ad anticipi corposi per lavorazioni eccessivamente onerose a fronte di quello che lo stato prevede di scaricare sulle dichiarazioni fiscali.

CONCLUSIONI FINALI

Ci sono ancora parecchi tasselli per comporre il mosaico dell’agevolazione: mancano i due provvedimenti attuativi dell’agenzia delle Entrate (che avrebbe dovuto vedere la luce entro il 19 giugno), l’emergenza Covid-19 ha bloccato le assemblee condominiali, passaggio obbligato per far partire la maggior parte dei lavori e le modifiche in corso d’opera non fanno sperare ad un esito del tutto immediato.

Questa attesa non agevola il lavoro delle piccole e medie imprese che dopo il periodo vissuto in lockdown causa Covid-19 e l’attesa infinita per il super bonus 110 si ritrovano con le commesse bloccate e tempistiche ignote. Lo scenario è indubbiamente preoccupante, con le aziende stesse che rischiano di ridurre il personale per poi dover far fronte al via di un incentivo che richiederebbe un’eccessiva forza lavoro.
Si tratta sicuramente di una svolta epocale ma si realizzerà? Riuscirà il governo in tempi brevi a non mandare al collasso le imprese edili e le piccole e medie aziende private?

Restiamo tutti con il fiato sospeso!!



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