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Cos’è il conto termico 2.0 e quali differenze presenta dal passato

In questo articolo approfondiremo il “Conto Termico” uno degli incentivi di maggiore successo che il Ministero ha introdotto nel 2012 e che successivamente nel 2016 è diventato Conto Termico 2.0.

Il Conto Termico è un incentivo messo a disposizione dallo Stato nel lontano 2012 che ha l’obiettivo di agevolare l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Grazie al Conto Termico è possibile riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo in tal modo i costi dei consumi.

Chi può richiedere l’incentivo in conto termico

I soggetti che possono richiedere gli incentivi del nuovo Conto Termico sono:

  • Le Pubbliche amministrazioni. Sono inclusi gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all’Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituiti presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nonché le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali.
  • I soggetti privati. L’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente da questi soggetti o tramite una ESCO.

Secondo i seguenti punti, i soggetti privati possono usufruire degli incentivi grazie a Gruppo Altea, che essendo società certificata E.s.co. ha la possibilità di richiedere l’incentivo per conto del cliente, effettuare il disbrigo pratiche del caso e agevolare il cliente che, dunque, gode dello sconto del prodotto in questione.

Le offerte messe a disposizione consentono all’utente di godere di agevolazioni su impianti di climatizzazione e solare termico per esempio con sconti importanti che ridurrebbero al cliente, oltre il costo del prodotto fisico anche quello in bolletta per tutto il resto della vita.

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Cos’è il Conto Termico 2.0 GSE

Il Conto Termico 2.0 è un fondo per incentivare la produzione di energia termica e per sostenere gli interventi mirati al miglioramento dell’efficienza energetica di edifici e abitazioni. Il fondo è gestito dal GSE, che sta per Gestore Servizi Energetici. Proprio quest’ultimo si occupa di stabilire quali sono gli interventi ammessi, chi può accedere agli incentivi, cioè chi ne ha diritto e quali sono le modalità di accesso. Si tratta in sostanza dell’ente che regola tutta pratica, dalla sua fase di richiesta (che può avvenire grazie ad una società E.s.co.) fino a quella di approvazione.

Più nello specifico, il conto termico 2.0 offre sgravi economici per il miglioramento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Lo stato, infatti offre uno sforzo economico non indifferente, perché mette a disposizione circa 900 milioni di euro, di cui 200 verso le PA (pubbliche amministrazioni) e i restanti 700 per gli utenti privati.

Le differenze

A differenza del vecchio conto termico, nel 2020 si ha una maggiore semplificazione delle domande per accedere all’incentivo con l’obbligo da parte di chi la presenta, di formulare un elenco di soluzioni tecnologiche per potenziare fino a 35 kw e 50 mq per i pannelli solari.

  • Confermati gli incentivi fino al 40% della spesa su interventi di isolamento termico, impianti di climatizzazione invernale, pompe di calore.
  • Detrazione pari al 65% delle spese sostenute, nel vecchio conto termico, delle spese sostenute per lavori di trasformazione dell’edificio in edificio a energia 0.
  • 50% per imprese e privati, per diagnosi energetica e APE certificazione energetica.

 

Info e approfondimenti completi presso The Italian Times: https://www.theitaliantimes.it/economia/conto-termico-domanda_180220/